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IS ZUDDAS.
Le bellissime grotte di Is Zuddas sono situate sul Monte Meana a 256 metri e a 6 Km da Santadi (CI). Subito dopo l’ingresso, sulla volta, sono presenti e ben visibili i resti di un roditore preistorico, estintosi circa 400 anni fa, il Prolagus Sardus, presente solamente in Sardegna e in Corsica. Nella prima sala si osservano delle colate, stalattiti, stalagmiti, alcune di queste unite formano delle colonne, un’unica colata costituisce il pavimento. Attraverso un cunicolo naturale si accede alla bellissima Sala dell‘Organo il cui nome è dovuto ad una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, alla cui base e nella zona circostante vi sono delle aragoniti coralloidi, stalagmiti, colate, stalattiti e formazioni tubolari (vuote all’interno). Le pareti sono ricoperte di cristalli di bianchissime aragoniti aghiformi. Subito dopo un breve tunnel si entra nell’imponente Salone del Teatro, enorme e bellissimo. Si giunge infine in un ambiente quasi fiabesco, la Sala delle Eccentriche, la cui volta è ornata da rarissime aragoniti eccentriche, sviluppatesi in ogni direzione senza essere state influenzate dalla forza di gravità.
SU MURMURI.
Le Grotte Su Marmuri di Ulassai (OG) sono un opera d'arte che, in millenni di penetrazioni e flussi, l'acqua ha scavato e creato con pazienza. Devono il loro nome alla particolare colorazione e aspetto delle sue conformazioni e sono considerate tra le grotte più imponenti d'Europa, infatti in alcuni punti l'altezza della sale che si susseguono in una marea d'incanti, raggiungono anche i 70 metri d'altezza. La temperatura all'interno della grotta è costante a circa 10° C.
SU MANNAU.
Il ramo di destra. La grotta di Su Mannau è un' ampio complesso carsico originatosi nei calcari cambrici. Essa si è sviluppata a diversi livelli, da quelli alti, oggi fossili, a quelli inferiori assai attivi e principalmente occupati dai fiumi. Due fiumi hanno originato gli oltre 8 km di gallerie oggi note. Il Ramo di Destra è originato dal Fiume Rapido, esso è percorribile per oltre 5 km, ampi condotti intercalati da imponenti Sale tra cui : la sala del Sonno adiacente il Lago Pensile, adorna di grandi colonne. Il Salone Ribaldone con oltre 150 mt d'altezza e 100 mt di lunghezza. La sala Bianca ricca di aragoniti e grandi colonne stalagmitiche. La Sala Vergine, bianchissima, con lo scenario del fiume sottostante, grandi cortine stalattitiche e stupende aragoniti. Oltre il Sifone, i condotti si fanno più angusti, spesso semi sommersi, dopo qualche chilometro si incontra la Sala Bizzarra ricca di aragoniti coralloidi e stupende cannule. Ancora più a monte il Salone degli Abeti adorno di grandi stalagmiti e stupendi cristalli di calcite. Da qui la cavità si atteggia a lunghissime strettoie semi sommerse, da qui i nomi: Cunicolo della Fatica, Cunicolo dei Disperati, Cunicolo degli Zombie.
Il ramo di sinstra. Il ramo di Sinistra è invece originato dal tranquillo Fiume Placido, rami antichi si sovrappongono a rami fortemente attivi, il salone Rodriguez (ultimo punto del tratto turistico) imponente e adorno da imponenti colate calcitiche. Rami assai più contorti e verticali portano verso la Sala Serra e da qui al Ramo dell'Infinito. A monte del fiume, i sifoni che solo in particolari momenti siccitosi possono essere temporaneamente vuotati e superati. Il Ramo Giuseppe Sardu con un lago di oltre 20 mt e i Rami superiori con perle di grotta e stupendi cristalli.
ISPINIGOLI.
Una lunga colonna alta 38 metri, che ha pochi rivali in Europa e nel mondo, unisce la volta con la base della grotta. Già dall'ingresso è possibile ammirare la profondità della voragine. Sin dai tempi più antichi veniva utilizzato dall'uomo come rifugio. Fino a qualche decennio fa offriva riparo anche ai caprai. La temperatura è costante a 15 °C. E' possibile scendere fino alla base della colonna tramite i 280 gradini. Tra le altre particolarità si segnala l'abisso delle vergini, un profondo e stretto imbuto che mette in comunicazione con le diramazioni sotterranee della grotta, che si sviluppa per circa 12 Km nelle viscere della terra. Fiumiciattoli e ruscelli attraversano perennemente questo ramo della grotta aperto solo a speleologi esperti. Alla base dell'abisso sono stati ritrovati dei monili in pasta vitrea di fattura fenicia (esposti nel museo archeologico di Dorgali) e resti ossei attribuiti a giovani donne. Sulla base di questi ritrovamenti è nata la leggenda dei sacrifici umani perpetrati dai fenici per ingraziarsi gli dei.
NETTUNO.
La Grotta di Nettuno ha uno scenario di incomparabile bellezza creato da eccezionali concrezioni e dalla trasparenza del suo lago interno. E’ una grande grotta che ha uno sviluppo totale di 2.500 metri, con numerose sale, ampie gallerie, limpidi laghetti, profondi pozzi, angusti cunicoli che la rendono molto complessa. Nel suo interno riunisce una serie di peculiarità naturalistiche senza eguali che la rendono una delle più interessanti e pregevoli dell’intero bacino del Mediterraneo. Geologicamente il promontorio di Capo Caccia appare costituito da rocce del periodo Cretaceo, la cui età è compresa tra 135 e 65 milioni d’anni.
SAN GIOVANNI.
La Grotta di San Giovanni è un eccezionale fenomeno carsico, con i suoi 850 metri è una delle più lunghe gallerie naturali d'Europa. Il suo nome deriva dalla presenza di una cappella interna dedicata al santo. Si ritiene si sia formata per un cedimento della enorme massa calcarea del monte Acqua, ed è l'unico caso in Italia, uno dei tre al mondo, di cavità naturale interamente percorsa da una strada carrozzabile. La lunga strada asfaltata che l'attraversa porta alla zona montana, oggi non è più percorribile dagli automezzi per preservarne le condizioni ambientali.
DEL FICO.
La Grotta del Fico si apre nella parete calcarea compresa tra le spiagge di Cala Mariolu e Cala Biriala, in uno dei tratti più affascinanti della Sardegna. Per milioni di anni un fiume sotterraneo ha modellato le viscere della terra modellando lunghe e contorte gallerie, dal 2003 facilmente visitabili grazie ad un sistema di passerelle che consente di visitare gran parte della grotta in assoluta sicurezza. Dal 2006 è aperta inoltre un’altra parte della grotta che dopo un percorso di 80m conduce ad un pozzo verticale di 40m e sul fondo è possibile ammirare il mare che si collega all’esterno attraverso un cunicolo sommerso chiamato 'Sifone della Foca Monaca'. La prima esplorazione della grotta risale agli anni sessanta e si deve al gruppo speleo di Padre Antonio Furreddu, uno dei pionieri della speleologia sarda che ne misurò l’effettiva estensione (oltre 1200 m) dopo avere scoperto l’esistenza di numerosi sifoni che la collegavano direttamente al mare. Padre Furreddu tornò più volte a visitare la Grotta del fico, soprattutto per studiare da vicino la Foca Monaca, abituale frequentatrice della grotta fino agli anni ottanta. Grazie alle motobarche che quotidianamente effettuano minicrociere lungo la costa di Baunei, la grotta del fico è facilmente raggiungibile dai porti di S. Maria Navarrese, Arbatax, Cala Gonone e La Caletta.
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